LE PRODUZIONI

Orazi e Curiazi di Bertold Brecht -1983

"Ahimé, non tutti i reduci sono anche vincitori: ma nessuno, che non ritorni, ha vinto!"

 

Orazi

Curiazi

Stefano Boccuzzi

Rita Gennaro

Antonietta Zacchello

Carlo Cecchella

Sonia Del Monego

Alessandra Di Nisio

Giuliano Dall’O

Claudia Cadorin

Mariangela De Benedictis

Silvia Valenti

Patrizia Caneve

Francesco Portunato

Goffredo Bozzi

Alfredo Camozzi

Sandra Saviane

Luisa Scopel

Scene, trucchi, costumi Maria Grazia Ferro, Silvia Valenti
Tecnico Luci
Paolo Dego
Tecnico Suono
Nadia Schini
Organizzazione e Amministrazione
Sandro Rebeschini

Regia Alfredo Camozzi 

ADal pieghevole di sala Gli Orazi e i Curiazi, dramma scritto da Bertold Brecht nel 1934, è un’opera che ben si adatta ad una concezione didattica del teatro che non si propone più come fine, bensì come mezzo espressivo, propagandistico e quindi politico. Gli avvenimenti perdono qui il loro carattere di esclusività, diventando esemplificazioni dei fatti esterni delle realtà quotidiane ai quali il pubblico è chiamato a partecipare. I processi di fatto sono messi in rilievo in modo sobrio ed oggettivo utilizzando una recitazione, volutamente impersonale, che trova i suoi spazi ora sul palcoscenico, ora in platea. La finzione scenica è esplicita ed essenziale, a volte quasi infantile. Anche la trama del dramma è molto sempli-ce: l’adattamento alla situazione e l’umano spirito di sopravvivenza conduce l’Orazio, "strappato alle terre e alle officine" ad avere la meglio sul Curiazio, malgrado la netta prevalenza bellica di quest’ultimo. Nella rielaborazione dell’opera, musiche e luci hanno contri-buito ad ampliare i confini del gesto, in gran parte corale; l’al-ternarsi visivo e sonoro di immagini, lo spostarsi dell’attenzio-ne dal momento individuale a quello collettivo producono quel di-namismo scenico proiettato nello spazio e nel tempo, grazie al quale anche l’osservatore più in disparte può riflettere da vicino su ciò che gli viene proposto. 

Dopo l’esperienza con Rosaria D’Urso, ecco arrivare Alfredo, prof. di filosofia al Liceo Classico, che insieme ad uno sparuto gruppo di suoi studenti venne a rimpolpare le fila della compagnia. Incominciammo un cammino di ricerca fatto di costumi essenziali, assenza totale di scene (non c’era una lira a parte le 5.000 lire di contributo di ogni partecipante), pochi elementi scenografici (ricordiamo lo storico telone blu, che rappresentava il mare, sotto il quale ci rannicchiavamo durante una scena dello spettacolo, ebbene, sappiatelo, esiste ancora!), luci scarne quasi inesistenti… Dobbiamo un grande ringraziamento ad Alfredo Camozzi per essere stato uno dei padri fondatori di questa compagnia ed averci insegnato con freschezza e serietà che si può fare del teatro di impegno politico e sociale con pochissimi mezzi e grande entusiasmo.

Debutto: Paiane (BL) 26 giugno 1983 n. repliche: 12