Festival “Paolo Dego”

Festival Nazionale di Teatro Amatoriale “Paolo Dego”

Premio Città di Ponte nelle Alpi

7^ edizione

Dal 31 marzo in scena al Piccolo Teatro G. Pierobon, a Paiane di Ponte nelle Alpi

BUON COMPLEANNO

Compagnia Armathan – VERONA

Testo Massimo Meneghini

Regia Marco Cantieri

È un vero peccato raccontare l’intrigante storia di Adele e Carlo, i protagonisti di questa commedia, perché toglierebbe il piacere di scoprirla e gustarla a teatro. Si può solo dire che si parla d’amore! L’amore di una coppia che improvvisamente scopre che il sentimento d’un tempo non basta più. C’è bisogno di novità per rianimare un rapporto ormai in via d’esaurimento. Per questo, l’integerrimo Carlo, quasi intrappolato in un capriccioso gioco del destino, coinvolge Adele in un’esperienza che risulterà per entrambi indimenticabile.Passione, divertimento e risate s’avvicenderanno sul palcoscenico. E quasi come in una bella favola, tutto, alla fine, si ricomporrà in un quadro dove il sentimento d’amore tornerà a pulsare ancora più intensamente

GENTE DI PLASTICA

Compagnia Costellazione – FORMIA (LT)

Testo liberamente ispirato a La peste (Camus), Il gioco dell’epidemia (Ionesco), Quinto Potere (Chayefsky)

Ideazione, drammaturgia e regia Roberta Costantini

Lo spettacolo Gente di plastica intende rivolgere l’attenzione e la riflessione dello spettatore al tema dei Reality Show, del voyeurismo televisivo, a quella sconsiderata abitudine ad osservare, come fossero finzioni, realtà sconcertanti di fronte alle quali è ormai annullata la partecipazione umana concreta, sacrificata al business del mercato televisivo.

In una città dove personaggi di plastica freneticamente vivono senza mai incontrarsi, scoppia una terribile epidemia di un male senza cause che provoca morte improvvisa. La città viene chiusa: tutto il mondo ha paura del contagio! Migliaia di telecamere trasmettono in diretta mondiale 24 ore su 24. La città si trasforma in un gigantesco Reality Show a favore del business del mercato televisivo, presa in ostaggio da milioni di occhi alla ricerca affannosa di emozioni rubate ad anime messe a nudo dalla paura della morte imminente.

Una rappresentazione visiva costruita sul gesto, la parola e il ritmo del corale: una sinergia tra voci, corpo, movimento, danza, musica, luci che caratterizza la realizzazione dello spettacolo.

LA MORTE E LA FANCIULLA

Compagnia Teatronexus – ROVIGO

Testo Ariel Dorfman

Regia Barbara Chinaglia

Cile 1988, 15 anni dopo il colpo di stato. Gerardo è un avvocato di successo impegnato nella lotta per i diritti umani che un giorno viene convocato a Santiago. Al ritorno buca una gomma e uno sconosciuto lo aiuta. Lo accompagna, familiarizzano. Lo sconosciuto si ricorda di avere tenuto nel bagagliaio la ruota bucata di Gerardo e in piena notte torna per restituirla. I due uomini si perdono in chiacchiere e Gerardo invita Roberto a fermarsi per la notte. C’è qualcosa però, nella voce di Roberto, che insospettisce la moglie di Gerardo, Paolina, vittima della polizia segreta e ancora spaventata da quell’esperienza traumatica…“…In scena c’è quello che serve, ed è esattamente quello che è. Una porta, una credenza, sedie, sgabelli, un fioriera, una tovaglia, piatti, bicchieri, giornali, cibo. Abbiamo cercato di non essere retorici, di non giudicare o compatire i personaggi di questo intreccio. Abbiamo capito che essi sono un veicolo per portare alla luce storie rimaste nascoste per volontà politica e per il pudore di chi le ha vissute…. Il teatro è una straordinaria occasione di confronto con se stessi, per chi lo fa e per chi lo fruisce. Speriamo di riuscire a sfiorarvi senza nemmeno toccarvi”.

UBU RE. LA COMMEDIA DELL’ANTIEROE

Compagnia Arsenale delle Apparizioni – MOTTA DI COSTIGLIOLE D’ASTI (AT)

Testo Alfred Jarry

Regia Tommaso Massimo Rotella

La pièce segue le avventure di Padre Ubu, “capitano dei dragoni”, che uccide il re Venceslao e s’impadronisce così del trono; poi uccide i nobili e tutti coloro che l’avevano appoggiato. Il protagonista non ha nulla di eroico, di epico, ma nonostante ciò assurge al potere. Si potrebbe affermare, anzi, che proprio la sua mediocrità lo innalza a capo di uno stato (una fantasiosa Polonia simbolo di qualsiasi nazione del mondo). Essere mediocri significa, nel caso di Padre Ubu, abbassare il proprio livello morale ed etico in modo da poter conservare il potere, a costo di scendere a compromessi, soprattutto con se stessi. Il potere conquistato corrode e corrompe. Non vi sono buoni e cattivi qui, anche coloro i quali subiscono dei torti sono colpevoli, quanto meno, di aver permesso a padre Ubu non solo di impossessarsi del trono, ma di essere saliti sul carro dei vincitori senza un minimo spirito critico. Ubu è un usurpatore, un disonesto, privo di etica e di moralità, ciò nonostante riesce a trascinare lo spettatore dalla propria parte e ci ritroviamo inavvertitamente a tifare per lui e a provare simpatia nei suoi confronti, al punto da augurarci che questa attrazione per il male che diviene normale si esaurisca nella visione dello spettacolo, ci preservi dal provarla nella vita reale.

NOVE MELE PER EVA

Compagnia Teatrogiovani – LUCCA

Testo di Gabriel Arout da Anton Cechov

Regia Anna Fanucchi

“Nove mele per Eva” è una miscellanea di situazioni equivoche, di aspetti caricaturali, umoristici, farseschi, satirici, grotteschi e di molteplici calembour che prendono costantemente le mosse dal vissuto, dagli abituali accadimenti della comune quotidianità.  Siamo presi per mano ed invitati a partecipare a momenti in cui è inevitabile sorridere e ridere, anche se talora, come del resto accade nella vita, ridiamo di un riso amaro in bocca.Lo spettacolo mette in scena tutte le sfumature dell’animo femminile.  Le donne, le nostre Eva, che calcano il palcoscenico mostrano sentimenti diversi. Alcune manifestano malinconia, altre determinazione e pragmatismo, ma tutte, tanto le più fragili quanto le più energiche, non possono fare a meno di cedere agli strali amorosi lanciati dagli uomini che però raramente si dimostrano all’altezza della situazione. E la domanda è: a chi resta in mano la mela?

serata di premiazione con

VIVA L’ITALIA

Compagnia Bretelle Lasche e Novecento Sextet

A chiusura del Festival una divertente serata di canzoni, musica e teatro, dove si ,escolano Michele Serra, Re Salomone, Giorgio Gaber e altri ancora.Cosa avranno mai in comune questi personaggi?La barba no, (Gaber non ce l’aveva);  nemmeno lo stesso giro di amicizie, almeno per una questione temporale…  Forse, a ben vedere, un certo modo di intendere le cose della vita, che poi ognuno declina in modo diverso: irriverente, sentenzioso, disin-cantato. Bizzarramente insieme, legati da una “corrispondenza di civici sensi”, ci raccontano di umane (misere) vicende, così contemporanee e così universali,  per impartire insolite ma efficaci lezioni di civiltà.

BIGLIETTI: Interi € 10,00 – Ridotti (sotto i 14 anni) € 5,00 – Abbonamento a 5 sere: Interi € 40,00 – Ridotti (sotto i 14 anni) € 20,00

PRENOTAZIONI: Biblioteca civica di Ponte nelle Alpi (Il ritiro dei biglietti prenotati dovrà avvenire almenoentro mezz’ora dall’inizio dello spettacolo)

INFO:

Biblioteca civica 0437 99214 – biblioponte@libero.it

U.R.P. 0437 986724 – urp@pna.bl.itwww.comune.pontenellealpi.bl.it

Ass. culturale Bretelle Lasche 329 3676945 – info@bretellelasche.it – www.bretellelasche.it

 

SI RINGRAZIANO: Credito Cooperativo – Cassa rurale ed artigiana di Cortina d’Ampezzo e delle Dolomiti e Gioielleria Pasa

Un particolare ringraziamento alla Famiglia Dego

Il Festival è realizzato daComune di Ponte nelle Alpi – Assessorato alla cultura – Biblioteca civica, in collaborazione con l’Associazione culturale Bretelle Lasche e con il patrocinio di: Ministero per i beni e le attività culturali, Regione Veneto, Provincia di Belluno